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CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La chiesa di Santa Maria Assunta venne costruita in un’epoca non ancora ben identificata, ma probabilmente nell’Alto Medioevo, intorno ai secoli VIII o IX. L’edificio sembra sia stato eretto sulle rovine di un antico tempio pagano dedicato a Cibele. Ancora oggi, infatti, provenienti da questa primitiva struttura di epoca romana e posti accanto all’altare maggiore, rimangono, come testimonianza concreta, i resti di una bellissima ara in marmo.
L’originaria chiesa alto-medievale, però, fu distrutta al principio del XII secolo, durante la violenta guerra che i signori di Sermoneta sostennero contro quelli della vicina città di Sezze. L’intero complesso venne poi ricostruito nel Duecento, grazie all’intervento dei monaci cistercensi della scuola architettonica dell’abbazia di Fossanova. Nel corso della sua storia secolare, infine, la chiesa ha subito continue modifiche strutturali, tanto da presentarsi oggi come una combinazione piuttosto originale di forme romaniche e gotiche.

Fra gli elementi di stile romanico troviamo il bellissimo campanile, alto 24 metri e risalente al XII secolo, ornato da inserti decorativi in mattone e da scodelle di ceramica colorata. L’interno dell’edificio, invece, ha carattere più marcatamente gotico, diviso in tre navate da pilastri che sorreggono archi a sesto acuto e un tipico soffitto con volte a crociera. Tra le opere d’arte di maggior rilievo qui custodite, si ricorda La Madonna degli Angeli, pittura a tempera e foglia d’oro su tavola di legno: il quadro venne realizzato intorno al 1452 dall’artista fiorentino Benozzo Gozzoli, allievo di Beato Angelico, e donato poi alla città di Sermoneta dal Senato romano nel 1480.
Interessante, inoltre, l’affresco sulla controfacciata, sopra l’ingresso principale, databile intorno alla metà del Quattrocento e raffigurante un Giudizio Universale, vivace rappresentazione del contrasto fra eletti e dannati, giudicati da Dio alla fine del mondo, tra schiere di angeli e demoni.
Anche la zona del coro dietro l’altare, infine, dove un tempo si riunivano i canonici della chiesa, si presenta riccamente affrescata: le raffinate Scene della vita di Maria furono commissionate all’inizio del Seicento dalla nobile famiglia sermonetana degli Americi ed eseguite da un artista ignoto del Manierismo, di probabile provenienza romana ed appartenente quasi sicuramente alla scuola del Cavalier d’Arpino.

 

 
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